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Difesa Sollecito chiede il non luogo a procedere: PDF Stampa E-mail
PERUGIA (24 ottobre) - Una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Raffaele Sollecito è stata chiesta dai suoi difensori al termine dell'arringa davanti al gup di Perugia nel processo nell'ambito del processo per l'omicidio di Meredith Kercher. Secondo i legali il giovane è infatti estraneo ad ogni addebito. L'udienza proseguirà domani con l'arringa dei difensori di Rudy Guede.

«Furto finito male». Secondo i legali di sollecito Meredith venne uccisa nel corso di un «furto finito male» nella sua abitazione di Perugia. Secondo i legali la notte tra il primo e il due novembre scorso un ladro sfondo con una pietra il vetro della camera di una delle coinquiline di Mez. Entrò in casa da li e rovistando quindi nei vari locali. In questa circostanza - secondo i difensori di Sollecito - arrivò la Kercher e venne uccisa con una coltellata alla gola. Secondo i legali l'autore dell'omicidio prima di fuggire lasciò l'impronta di una scarpa con sulla suola un frammento di vetro rimasto li al momento di passare dalla finestra. Traccia attribuita nel corso delle indagini a Rudy Guede, anche lui arrestato per il delitto ma che ha sempre negato di aver ucciso la giovane inglese.

La difesa di Guede, l'avvocato Nicodemo Gentile, parla di «ricostruzione fantasiosa che non contiene alcuna prova». «Domani - ha detto - smonteremo l'ipotesi accusatoria e quanto ha sostenuto la difesa di Amanda Knox (che aveva parlato di un'aggressione alla vittima da parte di una sola persona - ndr)». In particolare riguardo all'ipotesi del «furto finito male» Gentile ha spiegato che questa «mal si concilia» con la presenza in casa del ladro per più di un'ora.

Video e un manichino in aula. Nell'aula questa mattina sono stati portati un manichino e un video. I legali di Sollecito hanno voluto dimostrare l'ipotesi difensiva secondo cui l'imputato non avrebbe tolto l'indumento alla vittima e che le tracce del suo Dna solo sui gancetti sono frutto di una manipolazione. Uno degli assistenti dei legali ha più volte compiuto l'operazione di togliere l'indumento al busto. Cercando di fare emergere così che è praticamente impossibile togliere il reggiseno toccando unicamente i gancetti e non la stoffa. I difensori hanno inoltre proposto diverse diapositive della scena del delitto e dei reperti sequestrati nel corso dell'inchiesta.

Sorrisi tra Raffaele e Amanda. In aula, i due, fidanzati fino al momento dell'arresto si sono scambiati diversi sorrisi. Sollecito è apparso molto soddisfatto ai suoi difensori per l'arringa in corso. In Aula anche l'altro imputato, Rudy Guede. Seduto accanto ai suoi difensori, gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile. L'ivoriano ha seguito l'arringa dei difensori di Sollecito prendendo appunti.

La difesa di Sollecito. «Non ci saranno parole ma fatti», aveva annunciato, prima dell'arringa, il legale del ragazzo, Giulia Bongiorno. L'altro difensore di Sollecito, l'avvocato Luca Maori, aveva poi annunciato la richiesta del proscioglimento del giovane pugliese che è «estraneo all'omicidio di Meredith Kercher». Nel corso dell'udienza vengono anche utilizzati strumenti multimediali, con video e audio, ed è stata depositata una consulenza difensiva.

L'avvocato Bongiorno ha spiegato che nella sua requisitoria il pubblico ministero ha fatto riferimento a una serie di dati. «Noi vogliamo fare la nostra arringa - ha aggiunto - non basandola su parole e presunzioni ma in base a documenti, orari e dati scientifici. Insomma, elementi concreti».

L'avvocato Maori si è invece detto convinto di poter dimostrare l'estraneità di Sollecito alle accuse ipotizzate dal pm, che ha chiesto per lui il rinvio a giudizio come uno dei responsabili del delitto. «Nella nostra arringa - ha sostenuto il legale - non ci sarà nulla di nuovo. Tutto ciò che è nel fascicolo dell'accusa sarà rivisto e revisionato per dimostrare l'innocenza di Raffaele. Una critica che riguarderà anche il lavoro svolto dalla Polizia Scientifica».
 
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