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FAMIGLIA, determinazione dell'assegno divorzile |
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Secondo la Cassazione anche le elargizioni costanti del suocero al nucleo familiare rientrano nella valutazione del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio ai fini dell’attribuzione e della determinazione dell’assegno divorzile. La Suprema Corte, infatti, ribadisce che l'accertamento del diritto all'assegno divorzile deve effettuato verificando l'inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente a conservare un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso, ovvero che poteva ragionevolmente prefigurarsi sulla base di aspettative esistenti nel corso del rapporto matrimoniale. Il Giudice, quindi, in prima battuta è chiamato a verificare l'esistenza del diritto in astratto, in relazione all'inadeguatezza dei mezzi o all'impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente fondarsi su aspettative maturate nel corso del matrimonio fissate al momento del divorzio, in secondo momento deve procedere alla determinazione in concreto dell'assegno in base alla valutazione ponderata e bilaterale dei criteri indicati dall’art. 5 della legge n. 898 del 1970 che agiscono come fattori di moderazione e diminuzione della somma considerabile in astratto.
Cass. civ., sentenza n. 20352, 23.07.2008
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