| La Cassazione respinge il ricorso di Previti |
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ROMA (24 ottobre) - La Cassazione non salva Cesare Previti e dice no alla richiesta dell'ex ministro della Difesa, condannato in via definitiva per corruzione, di veder commutata la propria condanna ad un solo anno e mezzo di reclusione e non a sei anni. La Prima sezione penale di piazza Cavour ha rigettato il ricorso dell'ex parlamentare di Forza Italia e dell'avvocato Giovanni Acampora, condannato per gli stessi fatti. Previti aveva riportato la condanna a un anno e mezzo di reclusione a conclusione del procedimento "Lodo Mondadori". Di sei anni è invece la condanna per l'inchiesta Imi-Sir. Il ricorso. Con il ricorso alla Suprema Corte, Previti e Acampora avevano sollevato «incidente di esecuzione» in base all'articolo 669 del codice di procedura penale, il quale stabilisce che, in caso di doppia condanna per un medesimo fatto illecito, il giudice debba applicare all'imputato la pena più lieve. Gli "ermellini" hanno evidentemente ritenuto che i reati attribuiti ai due imputati siano da considerare come molteplici episodi di corruzione e non uno solo. «Ennesima ingiustizia». Amaro il commento della difesa di Previti, rappresentata da Sandro Sammarco, per il quale «si è consumata l'ennesima ingiustizia». Secondo l'avvocato dell'ex ministro, per il quale l'affido ai servizi terminerà ad agosto, «è talmente evidente che lo stesso fatto è stato duplicato. Lo dicono le sentenze stesse». La cosa che lascia ancor più «perplesso» e «amareggiato» l'avvocato Sammarco è il fatto che «la stessa sezione della Cassazione nel 2001 di fronte ad un caso analogo ha applicato tranquillamente la legge del "favor rei". Non si trattava di un personaggio importante ma di un "quisque de populo" al quale giustamente hanno riconosciuto i suoi diritti». Difficile, al momento, afferma la difesa di Previti, pensare a percorrere altre strade ma «se la Cassazione aveva dei dubbi poteva pure disporre un nuovo processo affinché si controllasse ciò che sta anche agli atti, e cioè che nel caso di Previti c'è stata una doppia condanna per lo stesso tipo di reato». |